Bellezza

La domenica sta per finire. So che tecnicamente ? solo pomeriggio, ma mamma e pap? mi hanno detto che ormai non potr? pi? fare il bagno e quindi per me ? come se il giorno ormai fosse finito. Adesso sono seduto di fianco a mio padre con le gambe distese sulla sabbia in attesa che il sole finisca di asciugarmi per bene.

?Perch? hai sposato la mamma?? domando a mio padre.

?Per tanti motivi, ma soprattutto perch? ? bella?.

?La mamma ? bella, ? vero… ma ci sono tante belle mamme. Pensa a quella di Giacomo, la guardano sempre tutti, la mamma invece no. Perch? non hai sposato la mamma di Giacomo se il motivo ? questo??

Le labbra di mio padre si stendono in un sorriso divertito e sposta lo sguardo sul mare di fronte a noi.

?Prima di tutto perch? non la conoscevo prima di sposare la mamma e prima che tu andassi a scuola. E poi perch?, vedi, per me la mamma ? la pi? bella di tutte e quando parlo di bellezza non parlo di quello che si vede… Anzi, no, aspetta, non ? vero che non si vede…? inizia a borbottare e poi rimane un po’ in silenzio nel tentativo di spiegarsi meglio.

?Pap?, non capisco? lo incito io.

?? difficile da spiegare. Ci sono cose invisibili, ma che si vedono lo stesso, e io parlo di quella bellezza l? quando parlo della mamma. ? come… come il vento. ? invisibile, ma se guardi le foglie degli alberi che danzano o le onde del mare che si muovono, lo vedi. Quando soffia forte lo senti sulla pelle. ? la stessa cosa?.

?Ma la mamma non ? invisibile? rispondo io.

?Certo che non lo ??.

?E allora perch? quando dici che la mamma ? bella parli di cose invisibili??

Mio padre mi torna a guardare e prende un grande respiro.

?Ti ricordi come ti sei fatto quella cicatrice l??? mi dice indicandomi la gamba. Sono caduto per una settimana di seguito sempre sullo stesso ginocchio: la ferita ci ha messo moltissimo tempo a rimarginarsi. Annuisco.

?Ha fatto male, vero, quando sei caduto??

Annuisco di nuovo. Poi sobbalzo. Mio padre mi ha appena dato un pizzicotto.

?E questo ha fatto male??

?S?? mi lamento io.

?Ecco: la mamma di Giacomo ? come la cicatrice. Tutti la possono vedere. La mamma, invece, ? come il pizzicotto. Ha fatto male proprio come la cicatrice, ma solo tu puoi sentirlo?.

Forse inizio a capirci qualcosa. Con la mano massaggio il braccio che mio padre ha usato da cavia per fare il suo esempio.

?Quindi solo tu puoi vedere la bellezza della mamma??

?Non proprio. Solo io posso vedere la bellezza che vedo io nella mamma. Un’altra persona pu? vedercene un’altra. Ognuno ci vede la sua?.

Sono di nuovo confuso.

?Ti faccio una domanda: cosa c’? di bello in quello che vedi in questo momento, secondo te?? mi chiede.

? una domanda difficile. Mi guardo intorno e vedo tante cose. Vicino alla riva del mare vedo ancora il castello di sabbia che ho costruito poco fa con Angelo. Sta resistendo all’acqua, al vento e alle persone che passano.

?Il castello di sabbia? rispondo.

?Sai cosa piace a me, invece? Che sono qui con te, e che se mi giro vedo la mamma e tuo fratello sotto l’ombrellone. Hai visto? Siamo seduti uno di fianco all’altro e stiamo vivendo lo stesso esatto momento, ma vediamo la bellezza in cose diverse?.

Credo di aver capito di nuovo. Rimaniamo in silenzio. Io perch? sto cercando di assimilare queste informazioni. Mio padre non lo so, ma dall’espressione serena e felice con cui guarda il mare credo stia cercando di godersi la bellezza del momento… quindi la presenza mia, di mio fratello e della mamma.

?Quindi qual ? la bellezza che hai visto nella mamma? Quella che puoi vedere solo tu?? chiedo dopo un po’.

In quel momento la mamma ci chiama e quando ci giriamo inizia a salutarci agitando la mano e poi scoppia in una risata divertita. In testa ha un cappello enorme, color panna, con un fiocco rosso sopra. Lo avr? appena comprato dal signore dalla pelle scura che vedo allontanarsi dietro di lei.

?Come faccio a spiegartelo? Guardala. Per me ? bello il suo modo di stare seduta sul telo facendo attenzione a non sporcarsi di sabbia, il modo in cui sicuramente avr? studiato attentamente uno per uno tutti i cappelli di quel signore per poi ovviamente comprare il primo che aveva visto, il modo in cui ora ci saluta e sorride. Tua madre ? una persona speciale e siamo tanto fortunati ad averla, Lucien. Ricordatelo sempre?.

 

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