Cartolina dalla Puglia

La sua cartolina dalla Puglia non aveva francobolli o fotografie turistiche stampate sulla superficie, ma la consistenza di un ricordo dolce e l?odore dell?allergia ai pomodori.
A differenze di tutte le altre cartoline del mondo, non era comodamente arrivata a casa, ma aveva ricevuto un invito inatteso per andarsela a prendere con le sue mani. Lei non avrebbe mai pensato di diventare un talismano talmente importante e speciale per lui, cos? non si era abbellita e preparata a dovere, e forse proprio per quello gli era piaciuta sin dal primo momento.
L?aveva trovata su un tavolino, lontana dalla festa, appoggiata di fianco a una birra. L?aveva riconosciuta immediatamente perch? se ne stava in disparte come le perle che volevano essere trovate. Brillava. Non volendola mettere in imbarazzo e farla sentire cos? diversa da tutte le altre, l?aveva toccata fingendo indifferenza, senza rivelarle che gi? stava cercando di ritagliare nel suo zaino un piccolo spazio su misura per lei. Dato che l?avrebbe portata a casa con s?, si era subito presentato e aveva cercato di metterla a suo agio, sfruttando l?insolita calma che non gli stava facendo tremare le gambe. L?aveva desiderata cos? tanto che pensava si sarebbe imbarazzato ad averla di fronte e invece non era mai stato cos? calmo in vita sua.
Senza essere troppo invadente, mentre mangiavano pizza stretti sulla stessa panchina, aveva sbirciato sul suo dorso e aveva scoperto con sorpresa che lei gi? lo conosceva: sulle sue righe dritte e mai abbastanza capienti, c?erano scritte alcune parole dei racconti che lui scriveva. Era andata a finire che per paura di annoiarla, l?aveva lasciata libera di interrogarlo pi? di quanto non avesse fatto lui; sperava che lei non scambiasse quella accortezza per poco interesse.
Si erano bagnati dello stesso mare e ossigenati con la stessa aria. Quella cartolina era cos? speciale che, alla fine, era stata lei a riportarlo a casa, e non il contrario. Lo aveva lasciato vicino a una cassetta delle lettere, pronto a essere imbucato e spedito nuovamente verso la realt?.
Lui non sapeva pi? che fare, ora che la cartolina se ne stava andando. Nella valigia aveva lasciato posto solamente per qualche stupido souvenir, di certo non avrebbe mai pensato di ricevere quell?invito cos? importante e di dover portare indietro una cosa preziosa come lei. Cominci? allora a chiedersi quale fosse lo spazio giusto per portarsi a casa un ricordo, quale quello giusto per non rovinarlo e quale, ancora, quello giusto per poterlo tenere con s? per sempre. Gli sembrava servisse tutta la valigia.
Guard? la sua cartolina dalla Puglia allontanarsi, abbandonata da sola sul sedile posteriore dell?auto. Avrebbe voluto correrle dietro, ma fren? quell?istinto, pensando che in fondo dovesse essere naturale per lei conoscere la propria destinazione e che lui non avrebbe potuto fare nulla per farle cambiare idea. Poteva solo fidarsi della tenera intesa che avevano condiviso. Sper? che sulle ruote dell?auto in movimento fosse incollato lo stesso francobollo che lui portava sulla schiena; di poterla cos? ritrovare a casa e, finalmente, poterla invitare a cena.
Quando, ore pi? tardi, sollev? la valigia ben chiusa, si accorse che non pesava neanche un grammo in pi? rispetto a quando era arrivato: chiss? dove si era infilato quel ricordo, alla fine. Si tocc? il petto: una piccola idea credeva di averla.

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