Cose che non ci sono

Vedere cose che non ci sono: questo ? il mio potere, penso.

Lo sto facendo proprio ora mentre guardo le stelle, con il corpo incastrato su un balcone al terzo piano, la mente in viaggio sugli anelli di Saturno, e il cuore infossato nella tasca dei tuoi jeans: quella posteriore, su cui siedi con tutto il tuo peso, senza pensare troppo.

Gli occhi, puntati in alto, cercano di tracciare linee immaginarie tra quelle luci, come piccoli ponti su cui far traghettare i miei desideri. Quanta fatica inutile, penserei, se solo corpo, mente e cuore fossero tutti nello stesso posto e riuscissero a scambiarsi informazioni. Quelle luci sono gi? spente da migliaia, a volte miliardi, di anni, direbbe la mente. Sono morte. Persino Dio ? morto, almeno cos? ho sentito dire. Questo stiamo guardando, in realt?, quando guardiamo il cielo: un cimitero di stelle.

Ma adesso la mente ? lontana, il cuore schiacciato sulla sedia mentre sei a cena, e allora il mio corpo riempie il suo vuoto con fantasie, disegnando costellazioni che solo lui pu? vedere e continuando ad intrecciare sogni instabili e traboccanti tra quelle luci.

E penso alle Hawaii: che se fossero nominate davanti a cento persone, probabilmente tutti chiudendo gli occhi vedrebbero il mare e le palme, e io l?unico stronzo a pensare al cielo, cos? terso da permettere di disegnare una mappa stellare. Andrei fino a l? per perdermi in un cimitero di stelle, questo farei.

Vedere cose che non ci sono, come le stelle: questo ? il mio potere, mi ripeto.

Lo faccio tutti i giorni quando ascolto le tue parole, ma ne sento delle altre, e cos? cerco di ricostruire il senso di quello che mi sfugge. Quando mi arrampico sulle tue espressioni e i tuoi toni di voce, diapositive che con cura inserisco nei miei occhi per sbirciare il nostro futuro.

E a volte, spesso, mi sbaglio. Quei film non saranno mai girati, ma comunque aspetto attento fino ai titoli di coda, perch? li preferisco al silenzio che a volte mi butti davanti, come trappole da cui non riuscirei mai a liberarmi.

Ouch: ti sei buttato sul letto, ancora con quei jeans che non ti sei cambiato, e con la pancia piena di chi ha mangiato fino a scoppiare. O almeno credo, per il peso con cui ti sento schiacciarmi.

Mi rannicchio sotto la coperta che mi tengo sulle spalle, un piccolo amante senza stelle. I miei occhi hanno appena tracciato un disegno che somiglia a te, e non mi stupisce.

Perch? ? questo il mio potere: vedere cose che non ci sono.

E se allungo la mano, non ci sei.

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