Fare sesso o non farlo

Chiss? se ti piace di pi? fare sesso o non farlo? mi hai chiesto dopo che il sesso lo avevamo gi? fatto.

Mi piace in egual misura, vorrei poter fare entrambe le cose, ho detto di getto.

Solo quando mi hai guardato con le sopracciglia leggermente franate verso il centro della fronte, mi sono interrogato sulla logica della mia risposta.

Si pu? amare una cosa e anche il suo contrario? Per esempio mangiare il cioccolato ma anche non mangiarlo. Porgere l?elemosina a un barbone e poi schiaffeggiarlo in malo modo. No, non ha senso.

A meno di ammettere che fare sesso e non farlo non sia un contrario, ma una somma, un completamento. Che sono cose totalmente diverse, in realt?. Possono sostituirsi l?una all?altra, escludersi, o semplicemente susseguirsi, proprio come ? successo a noi due.

Questo romanticismo mi disarma, hai aggiunto.

Non ? una questione di romanticismo, affatto, piuttosto un avvicendarsi di necessit?.

? pi? uno scollarsi, prima, un non aderire, come gli angoli di una figurina che lentamente si sollevano e si arricciano in uno spazio vuoto. Non compiacere un’immagine pulita, deformarsi con ferocia, agitarsi per liberarsi di una pungente inettitudine.

La voglia di tornare in s?, dopo, dentro i propri confini, di riconoscersi, che per me ? arrivata nell?esatto momento in cui hai annunciato che mi avresti preparato un caff?. Non me lo hai chiesto, me lo hai comunicato, e io ti ho segretamente ringraziato, perch? mi hai permesso di uscire dalla tua camera – due ore pi? tardi – perfettamente dentro al mio corpo. Non scombussolato, con una sbavatura attaccata alle spalle, ma in controllo. Ho preso in mano il bicchiere, ho respirato l?odore del caff?, e mi sono riappropriato della realt?.

Ci siamo visti per la prima volta qui, dentro queste mura, poco pi? di un?ora fa.

Ci siamo piaciuti, credo, e abbiamo studiato i nostri lineamenti per smascherare l?artificio proprio delle fotografie.

Abbiamo fatto sesso, su questo concordiamo.

E poi a te forse ? sembrato di parlare, mentre stavamo seduti uno di fronte all?altra sul tuo letto, ma in realt? quello che abbiamo fatto ? stato non fare sesso, anche se avremmo potuto ripeterlo un altro milione di volte.

Abbiamo scoperto le nostre voci non ridotte a sussurri ed era come se fossero nuove, mai ascoltate. Abbiamo spiegato i nostri argomenti, questa volta senza l?ansia che fossero brutalmente interrotti da un desiderio troppo spinto.

Cosa abbiamo fatto sulla soglia di casa quando ero pronto ad andare e tu mi hai dato un bacio, questo non lo so. Forse hai semplicemente assecondato una routine e io ti ho lasciato fare. In quel momento non avevo bisogno n? di uscire n? di entrare in me, ero in pace, esattamente dove dovevo essere, in un incerto spazio di possibilit? e desideri. Rannicchiato dentro la piccola paura che, chiusa la porta alle mie spalle, ci sarebbe stato solo il cercarci ancora o il non cercarci pi?.

E quelli s?, che sono contrari.

Quelli si, che si escludono.

LEGGI ANCHE...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *