Grande o piccolo?

?Ma ? bello o no?? ci chiede Matteo mentre il mare, con onde che dolcemente fa rotolare fino alla riva, coccola le sue gambe. Non sappiamo chi sia, ma il suo strano modo di dondolarsi con la schiena mentre parla e il suo sguardo perennemente alla ricerca di qualcosa in mezzo alle nostre figure, ci suggerisce tutta la sua gentilezza, distante dalle brutture del mondo.

?S?, ? bello? risponde mia madre. Stanno parlando di un negozio: Matteo li ama, questo lo abbiamo capito. ? felice. Sapere che esiste un?altra cosa bella nel mondo, anche se lontana chilometri da lui, lo emoziona. Non lo capisco dalle sue labbra, che forse non hanno imparato a tradurre la felicit? in sorrisi, ma dagli occhi a cui non bisogna insegnare nulla.

?Ma ? grande o piccolo?? chiede ancora, affamato.

?Mmm?? inizia mia madre titubante ?nessuno dei due, medio?.

Matteo ? confuso e io penso che sia strabiliante la sua capacit? di incasellare il mondo in modo cos? preciso e semplice.

?Quindi ? grande o no?? incalza lui, non soddisfatto di quella risposta senza significato.

?S?, ? grande? risponde mia madre, per alimentare quella sua aspettativa nei confronti del mondo, come fosse un bambino da imboccare con lieti fine.

Avrei voluto fare cos? anche io, quando ci siamo salutati, con tutte quelle sfumature a dividerci. Avrei voluto inchiodarti con lo sguardo e chiederti: ma il bene che mi vuoi com??? Grande o piccolo? Perch? a questo ho sempre creduto quando si tratta di scelte: che tutto si riduca a grande o piccolo, bello o non bello, resto o non resto.

?Grazie per l?informazione? ci dice Matteo per chiudere il discorso, perch? non gli piace lasciare le cose in sospeso.

Anche io ti ho ringraziato, quando invece avrei voluto afferrarti per quelle tue spalle minute e chiederti: Ma il bene che mi vuoi ? grande o piccolo? Non mi avresti risposto niente, lo so, oppure avresti pescato parole in quell?oceano di sfumature che non ho mai imparato a decifrare. E allora avrei stretto le dita intorno alle tue spalle e avrei iniziato a scuoterle con tutta la forza che ho in corpo, spaccato le tue ossa contro il muro, solamente per chiederti ? grande o ? piccolo? ? grande o ? piccolo? ? bello o no? e farti sputare fuori una risposta.

Mentre ti penso, infinite onde hanno lasciato sale sul mio corpo, e Matteo ? gi? in piedi, mentre la sua educatrice lo chiama da lontano.

?Ciao? dice a mia madre, salutandola anche con la mano, prima di darci le spalle e risalire la spiaggia rovente delle due del pomeriggio.

Se solo le tue spalle fossero state larghe e forti come le sue, che riescono a reggere il peso di una dicotomia. E invece non lo sono: erano curve mentre decidevi di non restare e far finire a me tutto quel gelato alla stracciatella. Il sole mi acceca e fa sudare la mia pelle, allora serro gli occhi e tra i giochi di luce che mi invadono la mente riesco a vederti, riesco ancora a sentire il sapore del fior di latte e del cioccolato fondersi sulla mia lingua. Sono l? a guardarti, dalla testa ai piedi, una matassa piena di punti irrisolti, e mi chiedo: ma ? stato bello o no?

Adesso so che non potrei pensare troppo, non potrei dire s? ma? oppure no per??; io che ne sono in grado dovrei solamente sorridere e ad occhi chiusi dirmi che s?, ? stato bello.

E smette di fare male.

Grazie a te per l?informazione, Matteo.

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