Luce a met

Chiudi gli occhi.

Pensa: luce a met?.

Io la vedo chiaramente. ? quella delle sette e tredici di mattina che si stende sui muri del palazzo, quando esco di casa con gli occhi ancora zoppi per il sonno. La poesia delle sue linee mi mette sulle labbra parole di tenerezza e solitudine che non possono essere dette, ma vissute.

Mi emoziona, sempre, quando cade a strapiombo dietro agli angoli retti delle facciate illuminate, trasformandosi in ombra per la durezza degli spigoli e del muro che gira le spalle senza avvisare. Luce a met? che, quindi, si perde, ma poi mi segue per strada e illuminando divide anche gli alberi, i segnali, le case che non ho mai abitato e mai abiter?.

Tu, invece, cos?? che pensi?

 

Apri gli occhi.

Guarda: visione zenitale.

Siamo distesi nel bel mezzo del nulla e c?? ancora lei, luce a met?, che divide il nostro spazio rettangolare in due quadrati perfetti. Io sto in quello di destra, rivestito di buio come di una coperta; tu a sinistra, completamente accarezzato dal sole. Noi brevi segmenti abbandonati e paralleli al confine che ci divide, ? tutta una questione di tagli e geometrie, cos? seguo quella del mio mignolo che cerca di formare un triangolo incontrando il tuo? ma non riesco a toccarti e sento freddo.

Tu, invece, cos?? che vedi?

 

Chiudi gli occhi.

Pensa: umanit?. Pensa: amarsi.

Non credi che servirebbe un po? di luce a met?? Perso nelle ombre che mi hai spinto contro, non riusciresti a trovarmi lo sguardo neanche se ne andassi a caccia con il fucile. Di me tutto ti ? sconosciuto, specialmente i pensieri che mi porto dentro, ma non la mia presenza che hai appreso come un assioma. Di te, invece, mi illudo di sapere ogni cosa, compresi i difetti e i pregi di cui conosco anche il peso specifico.

Che stupidi.

Se solo riuscissimo a vedere che siamo proprio come le case, in piedi solamente grazie agli angoli dietro cui custodiamo i segreti; fatti di facciate luminose e spigoli bui oltre cui gli sguardi possono smarrirsi. Credo che se ci mettessimo nella giusta prospettiva, forse, potremmo finalmente conoscerci per ci? che siamo realmente.

Tu, invece, cos?? che pensi?

 

Apri gli occhi.

Guarda: io e te.

Ascoltami. Rimani disteso e lascia il mignolo fermo dov??, vicino al mio. Iniziamo poi a spostarci insieme, dolcemente e senza alcuna fatica, fino a che non abbiamo completato il nostro moto di rotazione intorno alle nostre mani. Solo novanta gradi per valicare il confine, trovarsi perpendicolari. ? tutta una questione di geometrie, anche adesso che la luce a met? attraversa i nostri corpi come un orizzonte che ci brucia sulla pelle. Ci divide addosso il buio e la luce, a entrambi in egual misura.

I mignoli si sfiorano, al buio. Gli occhi si trovano, alla luce, e cerco vulnerabile di riconoscere tutte le cose che prima non avrei potuto indovinare.

E ora dimmi: tu, invece, cos?? che vedi?

LEGGI ANCHE...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *