Uscire di casa

Sono uscita di casa. ? stato strano.
Dopo pochi passi ho iniziato subito a piangere. Cercavo di smettere, anche perch?, diciamocelo, di questi tempi le lacrime possono essere molto pericolose! Cosa avrei detto alla polizia?
Si sarebbero arrestate? Mi avrebbero arrestato? Stai calma. Non esageriamo.
Continuavano a scendere imperterrite dietro gli occhiali da sole e la mascherina. Mi sentivo come Alice nel Paese delle Meraviglie, quando con le sue lacrime rischia di annegare tutto ci? che la circonda.

Volevo tornare indietro, ma un po? mi vergognavo. Cosa avrei detto ai miei genitori? Le biciclette mi fanno paura?
Non scherziamo. Su.
Pi? l?orizzonte si apriva sul centro di Verona e le distanze si allungavano, pi? tutto appariva tridimensionale e profondo. Era la stessa sensazione di quando indossi gli occhiali 3D: era come se le cose che mi circondavano rischiassero di venirmi addosso da un momento all?altro. L?acqua dell?Adige avrebbe potuto inghiottirmi per la sua irruenza, anche a decine di metri di distanza. Il sole batteva sulle Torricelle, tanto che avrebbe potuto bruciarle. Non le ricordavo cos? verdi e rigogliose.
La citt? che per cos? tanti anni avevo percepito troppo piccola per me vivendo a Milano, era all?improvviso immensa. Maestosa. Come la prima volta che avevo visto Parigi.

Eppure sembrava disabitata. Come se le persone che la percorrevano stessero visitando una citt? fantasma. Una citt? del far west.
Ho sperato di non incontrare nessuno che conoscevo. Era gi? tutto troppo strano cos?.
Mi ha chiamato il mio migliore amico. Camminare e sentire la sua voce mi ha calmato. Mi sono abituata. Mi sono abituata a un nuovo, vecchio modo di esistere.
Le spalle, prima cos? chiuse, iniziavano a rilassarsi, distendersi.
Sulla strada del ritorno sono tornata anche a sentirmi a mio agio. Ho rubato una rosa.
? stato strano. L?ho detto?
Forse ? stato bello.

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